Il viaggio

Gli occhi chiusi “guardano” il soffitto, le orecchie “aperte” odono una leggera musica.
Un canto dolce, delicato, rilassante entra nel mio corpo ed una quiete prende padronanza delle mie membra.
Sono disteso, a terra, ma non sono solo, i miei compagni condividono con me l’esperienza. Tutto intorno solo buio. A stento si odono i suoi passi a volte vicini a volte più lontani.
E qui inizia il racconto.
Un breve riassunto della sua vita. Della vita di uno di noi che ha scelto come viverla. Noi a volte ci perdiamo nel tempo a rincorrere un desiderio, o un mito. A volte invece siamo risucchiati dal mondo esterno e non riusciamo a dire la nostra, a fare quello che realmente vorremmo. Ed invece lui no! Lui sembra riuscirci, ed anche bene direi.
Ce ne stiamo lì, sdraiati, ma in realtà ognuno di noi sta volando, ci libriamo nell’aria accompagnati dalle sue mani e dalla sua voce. Il suo racconto ci porta indietro nel tempo, alcuni forse ricordano quegli anni, altri invece ne hanno solo sentito parlare. Ma le parole che sentiamo sembrano descrivere un cammino, di appena 32 anni o poco più. Posso ricordare ogni momento, ogni istante. E’ già successo una volta, di volare con lui che tiene insieme le nostre anime.
La prima volta è stata una favola, semplicemente. La scorsa volta molto di più.
Potevo sentire le onde dell’oceano, il vento del Brasile, e riuscivo a vederla, quella tavola lunga ed alta: Canhão il suo nome. Da quel giorno avrebbe avuto un altro significato.
L’energia che quella tavola portava con se, la forza di tutte le onde cavalcate si trasferirono in quell’istante in qualcosa o qualcuno che l’avrebbe resa più grande, più potente, ma soprattutto che poteva donarla a chiunque senza perderne nemmeno un pezzetto.
Da 32 anni ormai la forza dell’oceano si sposta sulla terra ferma e non un solo giorno ha smesso di crescere.
Sembrava un angelo vestito di bianco che sorvolava le nostre teste lasciando cadere su ognuno di noi una polverina, quasi a lasciarci sul capo un suo segno. Diceva che solo uno o al massimo due di noi riusciranno a seguirlo per più di 10 anni. Ma quello che più mi gira nella mente e tutti lo dovremmo ricordare ogni giorno, è che la vita va vissuta fino all’ultimo momento con gioia e piacere, come se fosse l’ultimo giorno. Il problema è che nessuno di noi può sapere quale sia quel momento. Quindi ogni giorno, ogni notte, con ogni persona, comportati come se fosse l’ultimo giorno. Questo ci disse.
E piano piano come se ci stesse riportando sulla terra, la voce ci richiamava indietro, per farci tornare nel luogo da cui tutti eravamo partiti. Pian piano abbiamo riaperto gli occhi. Sembrava che il mio corpo fosse stato altrove, come la mia mente. Un ultimo saluto e poi via incontro alla vita, ma stavolta con un sorriso più grande sul viso.
Un pizzico della sua energia era entrato dentro di me, di noi, ed è ancora presente. Ancora vedo quella strada, quella piazza, quella spiaggia, quelle lacrime che mi fanno pensare.
Ma da allora penso di meno ed agisco di più! Da allora ogni momento è vita e non lo spreco più!
Grazie Mestre!

Roma 05/03/2007

Annunci

~ di charada su agosto 19, 2007.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: