La Rota fissa

Con la mente assorta
e volteggiante sui pensieri e le parole
da poco volate
abbracciate nella notte
e avvolte dalla mia pellaccia.
Me ne vo’ fra le viuzze infreddolite 
della roma notturna
Il pensiero nel core mio nun me segue,
la strada che si fa buia e malandrina
e li san pietrini che rotolano
sotto la gomma dura del ciclope.
Li vidi arrivare con quell’aria sbeffeggiarda 
una birra nella mano ed una vita nell’altra.
Non colsi il primo colpo che colse me nel viso.
Tra morti t’ho ,  deriso.
Il rosso del mio cuore in viso
ed in gola un groppo reciso.
Son sicuro del da farsi
fu lì che si fece avanti.
Scosse l’animo redento
del viaggiatore al quanto attento.
Presi la mia Rota e colsi stavolta
al volto la mia sfida
finché a terra non andai
scuro nella notte ma di sangue intriso.
Un lampo passò e quell’uomo salvò.  
Che di notte crede ancora
che la vita x qualcuno è dura.
Che sicura se ne stà quella vita
che da sola è mèta. 
Uno insegno ho lasciato nel cuore
e nel volto di quello sbadato,
che d’ora in avanti non farà l’idiota
ma gira ora e sempre con la sua Rota
fissa.

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~ di charada su febbraio 11, 2013.

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