Il teatro

Inizia così quasi per gioco
L’incanto sublime
Che ammutolisce e perplime
Si accendono le luci
Si apre il sipario
Entra in scena
un nuovo sicario
Né morti né feriti
Ma lascia in campo
Solo detriti.

Si perdono nell’ombra della notte
Quelle luci fioche
Che giocano e ci prendono a botte
Ci abbaiano con dei suoni soavi
Solo per dirti che no,
Non ci saranno più avi.
In quelle famiglie ormai disgregate
Quando il tempo passa
E nessuno più le avrà amate
Quando d’un tratto si cambia scenario
Parte la musica
ed arriva un nuovo avversario

Le note
che nell’aria volteggian leggere e potenti
Entrano dirette anche nelle menti
Oscurano la luce che per anni ha illuminato
Quest’oblio che nel mio corpo ha dimorato.
Parole al vento per riassaporare quel dolce naufragare
Fra le ali di un aeroplano
Quando la donna non ti prende più per mano

È dolce e crudele
La vita
Quando vinisce anche il miele
E tu non hai scampo
E ti getti fra le onde battute dal vento
Che s’infrangono come cavalli
Sulle aguzze scogliere
I loro artigli ti trafiggono il petto
tu non respiri
ma sei solo ormai in quel letto.

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~ di charada su dicembre 25, 2016.

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